Il Professor Jerry Thomas

(Biografie) Il Professor Jerry Thomas

Jerry Thomas (Sackets Harbor, 1830 – New York, 15 dicembre 1885) è da molti riconosciuto come il padre della miscelazione e dei cocktails. Creativo, spettacolare, nel tempo il suo soprannome è stato il “Professore”.

 

La storia

Egli nacque nel 1830 a Sackets Harbor (New York). Apprese il lavoro di barista nel Connecticut, a New Haven. Poi si trasferì in California, durante il periodo della Corsa all’oro californiana, a metà del XIX secolo. Qui si diede sia alla miscelazione, ma non disdegnò di cercare l’oro e di organizzare dei minstrel show, dei piccoli spettacoli caricaturali. Nel 1851 ritornò a New York, dove aprì un pub sotto l’American Museum di Barnum, il primo di quattro locali che avrebbe aperto a New York nel corso della sua vita. Dopo un periodo di gestione del bar, tornò on the road per diversi anni, lavorando come capo barista in alberghi e saloon di Saint Louis, Chicago, San Francisco, Charleston, e New Orleans. Decise di approdare nel vecchio continente, e portò con sé con sé un set di attrezzatura da barista in argento. Creò dei veri e propri spettacoli mentre miscelava: si esibiva nell’arte della giocoleria con bottiglie, tazze e shaker. Spesso indossava gioielli vistosi e nondimeno anche la sua attrezzatura colpiva per la presenza di pietre e metalli preziosi. A San Francisco, all’Occidental Hotel, il Professore riuscì a guadagnare 100 dollari a settimana, più del vice presidente degli Stati Uniti.

 Il primo libro dei cocktail

Nel 1862, Thomas terminò di scrivere The Bar-Tender’s Guide (intitolato anche How to Mix Drinks or The Bon-Vivant’s Companion), il primo libro sui cocktail mai pubblicato negli Stati Uniti. In questo testo troviamo tutte le ricette raccontate a voce dai barmen, per la prima volta trascritte su carta. Oltre a queste, anche delle creazioni dello stesso Thomas. La guida ancora oggi rappresenta la fonte di ispirazione di tutte le categorie dei cocktails (nonché la più diffusa codificazione). Thomas aggiornò più volte la guida nel corso della sua vita per aggiungere nuove ricette da lui create o trovate. Nella prima edizione troveremo drink come il Brandy Daisy, Fizz, Flip, Sour e le varianti della prima forma di bevanda miscelata, il Punch, risalente a molti secoli prima. L’edizione del 1876 comprendeva la prima ricetta scritta del Tom Collins, che è apparso subito dopo la colossale burla di Tom Collins del 1874.

 

Il Blu Blazer

Il cocktail di maggior successo di Jerry Thomas fu il Blu blazer, preparato presso la sala da gioco El Dorado di San Francisco. Passando del whisky infiammato da un bicchiere all’altro, si formava un arco di fuoco. Tra gli altri cocktail degni di nota, vi fu il Martinez, che comparve nel 1887 nella sua guida, considerato da alcuni come un precursore del moderno Martini.

Al suo ritorno a New York, divenne capo barman dell’hotel Metropolitan prima di aprire nel 1866, il suo bar più famoso in Broadway, tra la 21ª e la 22ª strada. Jerry Thomas è stato uno dei primi a esporre le opere di Thomas Nast, e nel suo famoso bar appese le caricature di personaggi politici e teatrali, tra cui una che ritraeva Thomas stesso in “nove maestose posizioni di mescita” (in nine tippling postures colossally), come la descrisse un giornale dell’epoca. Nel bar trovavano posto anche gli specchi deformanti. Oggi è un negozio della catena Restoration Hardware.

 

Thomas stesso era molto attivo in città. Spesso lo vedevano indossare guanti appariscenti e un orologio d’oro parigino. Lo si vedeva ad incontri di bareknuckle boxing con premi in palio, ed è stato un collezionista d’arte. Si sposò ed ebbe due figlie. Gli piaceva viaggiare. Rimase sempre uno sportivo e con un peso di 205 libbre (circa 100 kg) è stato uno dei membri più leggeri della Fat Men’s Association. Ebbe anche una passione per le zucche e verso la fine degli anni settanta del 1800 era presidente del The Gourd Club, per avere esibito il più grosso esemplare.

Verso la fine della sua vita, Thomas tentò di speculare a Wall Street, ma si rovinò finanziariamente. Fu costretto a vendere il suo bar e offrire all’asta la sua notevole collezione d’arte. Cercò di aprire un nuovo bar, ma non riuscì a raggiungere la popolarità del suo locale precedente. Si spense a New York City di apoplessia nel 1885 all’età di 55 anni. Dopo la sua morte numerosi necrologi ne annunciarono la scomparsa in tutti gli Stati Uniti. Nel proprio necrologio, il The New York Times notò che Thomas era “un tempo il più noto barman in città e tra coloro che frequentavano i club ed era molto popolare tra tutte le classi sociali“.

Così annunciò il N.Y.Times

Jerry P. Thomas, one of the best known of the barkeepers of this city, died in his residence, Sixty-third-street and Ninth-avenue, on Monday afternoon of apoplexy. Soon after noon he left the Hotel Brighton for his home, and within five minutes after reaching it he dropped to the floor dead. He leaves a widow and two children.

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